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LA STORIA

“……Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi… Hanno la forma con cui, a scuola immaginavamo l’inferno di Dante… in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelli di sotto… alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obbliquo, tutta Matera. …È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante”

Dal libro “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi

Camminare tra le strade, vicoli e sentieri di Matera significa ripercorrere le origine della civiltà umana dalla Preistoria ad oggi. Sono luoghi iscritti nella natura che per prima ha costituito la base naturale dei primi insediamenti. Un’architettura che parla di secoli di storia custodita e trasferita ai posteri attraverso la sua conservazione che ne ha consentito la sopravvivenza nella concreta visibilità. Entrare in questa realtà ci consente di vivere e sentire il profumo del passato che dal sottosuolo risale in superficie mostrando due lati diversi per carattere storico, ma simili nel fascino della loro bellezza. Per i suoi palazzi, chiese e la bellissima Cattedrale posta in cima, presenta un aspetto medioevale o moderno, in alcuni casi,ma è al suo interno,oltre questa facciata, che si nasconde l’origine di Matera e che la rende nota in tutto il mondo come la “Città dei Sassi”.

Nel Settecento e Ottocento, si avvia un nuovo processo di edificazione delle nuove sedi del potere religioso ed economico sul piano urbano, ricoprendo cisterne, foggiali, giardini e ipogei attualmente visibili in Piazza Vittorio Veneto. Nel secondo dopoguerra, con l’aumento della popolazione nei Sassi,circa sedicimila abitanti, le condizioni igienico sanitarie peggiorarono, rendendo quei luoghi ricchi di storia, “Vergogna Nazionale”. Un commento, questo, espresso sulla prima pagina del 9/4/51 della Gazzetta del Mezzogiorno in seguito alla visita di Alcide De Gasperi a Matera, del 23 luglio 1950, quando decise di impegnarsi ad intervenire con un nuovo programma di riforme. Diventato caso Nazionale, il Presidente del Consiglio, al rientro dalla visita, costituì un comitato interministeriale con rappresentanti dei ministeri dell’Agricoltura, dell’Interno e dei Lavori Pubblici, presieduto dall’onorevole Colombo. Parallelamente, una Commissione, composta da 11 studiosi, si stava organizzando per condurre alcuni studi dell’agro e della città di Matera. Il progetto ideato da Francesco Friendmann, sociologo, venne elaborato dopo aver letto “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi, scrittore piemontese. In queste pagine emerse il valore della civiltà contadina, e la conseguente necessità, per Friedmann, di studiarli e salvaguardarli. In Parlamento, intanto, su proposta dell’Onorevole Bianco un disegno di legge n. 1882 presentava il “Risanamento dei Quartieri popolari di Matera e costruzioni di abitazioni per contadini, operai ed artigiani” diventata disegno di legge n. 2141 “Risanamento dei Sassi”. Negli stessi anni l’UNRRA-Casas-Prima Giunta affida ad un gruppo di architetti, fra cui Ludovico Quaroni e Federico Gori, membri della Commissione, l’incarico della progettazione del borgo La Martella.

Dal 1952 iniziarono le operazioni di trasferimento degli abitanti, dalle case-grotte, dichiarate inabitabili, verso nuovi quartieri dove l’antica formula del vicinato rimaneva solo un ricordo. Negli anni Sessanta, una nuova proposta di legge, determinò il completo isolamento dei Sassi destinati, così, ad essere abbandonati non solo dalla presenza umana, ma dall’intero archivio della memoria storica. Tale problema venne affrontato da Carlo Levi, sostenendo la necessità di non lasciare nella decadenza e totale rovina questi rioni, ma di provvedere alla tutela e valorizzazione storico-sociale dei Sassi. Sensibili a questo argomento, il circolo culturale. “La Scaletta”, propose la creazione di un museo etnoantropologico inteso come luogo di conservazione ed approfondimento degli insediamenti umani dall’epoca dei trogloditi ad oggi. Inoltre, con studi dettagliati sulle chiese rupestri, contribuirono a far conoscere il fascino di quei luoghi, considerati ruderi. Solo nel 1986, con la legge n. 771 si prevede “la conservazione ed il recupero architettonico ambientale” delle antiche case-grotta da adibire sia ad abitazioni che a locali commerciali e culturali. In questo lavoro di sviluppo e riqualificazione urbanistica, si concentra la volontà dei singoli cittadini di voler ridare a Matera la sua vera anima rocciosa, perduta e ritrovata, nell’identità storica che da secoli vive, comunica e descrive il valore di questa terra. Oggi, i Sassi di Matera, sono patrimonio mondiale dell’Umanità dal 1993, riconosciuti dall’UNESCO.

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