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Tra Venosa e Maschito, dove si trova anche la più alta concentrazione di vigneti DOC di Aglianico. Qui i terreni sono di natura argillosa-calcarea, da ciò ne consegue che i vini sono più delicati nei profumi e di buon corpo.

Il vino che si ottiene, se giovane, ha un colore rosso rubino con profumi delicati, sapore asciutto, sapido, tannico. L’elevazione dona gusti più pronunciati, mai pesanti e delicatamente vellutati. La maturazione in botti di rovere ne ammorbidisce il carattere, un lungo affinamento in bottiglia consente all’Aglianico di essere annoverato tra i più grandi vini italiani. Accompagna perfettamente i saporosi piatti della cucina lucana, dai primi a base di pasta condita ai secondi a base di carni lungamente cotte o grigliate.

La DOC degli ultimi anni ha visto in 15.442 hl del 1991 il massimo della produzione scesa a 9.761 hl nel 1995 e risalita a 11.601 nel 1997.

Le annate più significative sono state quelle del 1985, 1990, 1993, 1994, 1997, 1999, 2000 e 2001. Circa 10.550 ettari (di cui il 41,3 in montagna e il 45,4 in collina) sono in mano a 1.360 aziende iscritte all’albo dei vigneti; producono 750.000 quintali di uva che vengono trasformati in 525.000 quintali. Solo il 10% di tutto il vino prodotto diventa DOC, il resto è commercializzato come vino da tavola o a Indicazione Geografica Tipic

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